
Era già da tempo che pensavo di scrivere un post a proposito di quello che inizia ad assumere sempre più i connotati di un problema sociale: gli incidenti stradali, soprattutto quelli che vedono coinvolte le vetture a due ruote.
Il problema, ahimè, lo avevo già in testa da un po’ e si era fatto più insistente quando, qualche settimana fa, mi ritrovai, per caso, in prossimità di un grave incidente in quel di Sugremaro. Incidente in cui erano rimasti coinvolti un automobilista e un motociclista. Come spesso accade, le conseguenze peggiori le aveva riportate lo sfortunato biker. Da quel momento, ho cercato di informarmi sulle sue condizioni, ma non sono riuscito a reperirne. Spero che si sia ripreso o, quantomeno, che non abbia riportato problemi troppo gravi.
Ciò che è accaduto ieri - tra l’altro proprio sul passo che dà il nome a questo sito – ad un ragazzo dei nostri posti mi ha spinto a scrivere.
Allo sgomento e alla tristezza che in queste circostanze penetrano i nostri pensieri, si è aggiunta, nella mia testa, la volontà di non lasciar scorrere il fiume dei sentimenti senza cercare di dar forma ad una riflessione utile.
C’è una passione sempre più forte, soprattutto tra i giovani, che corre parallela ad una brutta abitudine. Moto - incidente non può e non deve essere un binomio!
La moto può essere interpretata come stile di vita ma tale modo d’essere non deve rispecchiarsi nella velocità, quanto in un diverso rapporto con la strada e con il territorio che si percorre. La moto deve, dunque, rappresentare un mezzo per riappropriarsi della strada e dei luoghi che s’incontrano ed evitare di costituire un ulteriore mezzo di sfida alla vita propria e degli altri.
Di seguito, un comunicato stampa dell’ Asaps (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale) che deve far riflettere.
Dall’inizio dell’anno, nei soli giorni del fine settimana, sono stati 152 gli incidenti mortali che hanno coinvolto veicoli a due ruote su 478 totali, pari al 31,8%.
E’ impressionante il fatto che solo nelle ultime tre settimane, a partire dal weekend di Pasqua gli incidenti mortali per questa categoria ad elevato rischio, siano stati 69 su 105 complessivi, pari al 65,7%. In particolare gli incidenti con conseguenze estreme sono stati 26 su 37 (70,3%), nel fine settimana di Pasqua 6/9 aprile, 19 su 34 (55,9%) nella settimana successiva 13/15 aprile e 24 su 34 (70,6%) nell’ultima 20/22 aprile.
Un’escalation impressionante sulla quale, così come negli incidenti delle notti del fine settimana, sembra non si riesca porre un freno.
Certo c’è da domandarsi fino a quando si permetterà che veicoli a due ruote con potenze da paragonare a quelle della pista (270/300 km/h, 180 kv) possano essere guidate, dopo 3 anni di patente, praticamente da chiunque, nel traffico del fine settimana, con controlli assolutamente inadeguati.
Al di là della giusta passione per i veicoli a due ruote, certamente affascinanti, un paese civile non può permettersi una mattanza di questa portata, in attesa di…
Si deve lanciare un forte appello soprattutto attraverso il mondo della comunicazione e i campioni delle due ruote, per intervenire da subito con una presa di coscienza che riguardi, tutti, proprio tutti i protagonisti della strada.
Le agenzie di controllo a loro volta dovranno essere potenziate per interventi adeguati anche su questo versante.
Un impegno che va preso subito, in questa settimana della sicurezza stradale, ma che va mantenuto poi anche dopo.
Insieme al contagiri dei motocicli, anche il contatore delle vittime fra i due ruotasti viaggia veramente in modo spaventoso.
Presidente Asaps