Sul CentoCroci si torna a scrivere dopo un breve periodo di silenzio dovuto a improrogabili impegni di lavoro: a causa del mite inverno che, fin qui, ci ha accompagnato, i frati hanno dovuto tralasciare la preghiera per dedicarsi alla zappa.
Ma ora che l’inverno sembra riappropriarsi del proprio ruolo e la natura rintanarsi sotto le coperte, il vostro Padre Monaco torna alla tastiera.
Volevo ripartire dedicandomi, in particolare, a degli strani movimenti tellurici, che riguardano un delizioso angolo della nostra valle, ma l’improvvisa pioggia mi ha impedito di fare una spedizione fotografica sul luogo del “fattaccio”, per cui mi limiterò a esporre verbalmente le mie perplessità…
Prima perplessità:
Durante una passeggiata defatigante lungo la pista ciclabile di Borgo Val di Taro ho notato che una parte di suddetta pista, tra il capoluogo valtarese e il Bisuntone, sta già cedendo. Un peccato e un dilemma visto che rappresenta uno dei lavori pubblici più riusciti e più recenti. E’ vero anche che qualcuno (dell’amministrazione) se n’è accorto e ha cercato di metterci qualche pezza di catrame ma credo non basterà ad arginare lo sprofondamento di quel tratto di pista.
Allora mi domando: una pista ciclabile che cede così in fretta è frutto di un’adeguata opera urbanistica?
Seconda perplessità:
Continuo la mia passeggiata e arrivo nel tratto, a mio avviso, più bello della pista, tra il Bisuntone e il ponte di Scodellino: un viale alberato immerso nei campi e accompagnato dal fiume Taro. E cosa trovo? Meraviglia delle meraviglie: il bellissimo prato tra la pista e la strada sembra un campo di battaglia, diversi escavatori dissodano il terreno preparandolo a chissà quale sinistra costruzione!
Ora io non so perché quel bellissimo prato, che rendeva la pista ciclabile deliziosa, quasi suggestiva, sembri Ground Zero ma ho la terribile sensazione che la speculazione edilizia sia arrivata anche lì.
Spero di sbagliarmi ma ho paura che presto quella pista ciclabile diverrà un viottolo di casa….
In fede,
Padre Monaco